Intervista a Colli Liburni

Intervista a Colli Liburni

– Da dove proviene la scelta del nome della vostra azienda? Il vostro logo ha un significato in particolare?

L’azienda prende il nome “Colli Liburni” dalle omonime colline dove è situata. Ci troviamo ai piedi del Gargano, territorio ricco di tradizione agricola per il quale andiamo orgogliosi e la nostra mission è quella di valorizzare vitigni e vini prodotti in questa zona in tutto il territorio nazionale.

Nel nostro logo viene raffigurato un sole che irradia tutto il territorio. Questo sole che è presente la maggior parte dell’anno ci aiuta ad avere prodotti con caratteristiche uniche.

– Quali sono le origini dell’azienda, e quale è stato il vostro percorso che vi ha portato a dove siete ora?

Il 2007 registra l’esordio della Cantina “Colli Liburni” nel panorama produttivo della regione Puglia. Fino ad allora l’azienda era impegnata nel mondo della mediazione di prodotti agricoli e commercializzazione di uve e mosti.

Il merito di questa trasformazione è di Vincenzo e del figlio Andrea che hanno continuato il lavoro che da generazioni era tramandato dalla famiglia ma che aveva soltanto dimensioni locali e su richiesta.

– Quali sono le caratteristiche di unicità che contraddistinguono i vostri prodotti?  

I nostri vini sono prodotti solo con uve autoctone e dunque presentano i caratteri di tipicità della zona.

Il clima mite, la vicinanza del mare e il terreno calcareo rendono i nostri prodotti unici, con caratteristiche organolettiche ricercate.

I vitigni sono scelti con cura e gli agricoltori sono affiancati dal nostro agronomo per tutta la durata del ciclo vegetativo della vite.

– Se doveste raccontare i vostri vini a chi non li ha mai assaggiati, come li descrivereste?

I nostri vini sono emozionanti, franchi, amabili, longevi e dunque rispecchiano il territorio.

Ci fregiamo della medaglia d’oro al Concours Mondial de Bruxelles” per il primitivo del 2018 e della medaglia d’oro alla mostra nazionale di Pramaggiore del 2018 con il “Colli Liburni rosso”.

– Qual è il consumatore tipo di riferimento della vostra azienda? A chi si rivolge il vostro vino?

Ci rivolgiamo prevalentemente al settore Horeca (hotel, ristoranti, enoteche, catering) e ad un pubblico di intenditori e appassionati.

– Avete un approccio alla produzione più tradizionale o utilizzate tecniche innovative?  

La tradizione fa parte del nostro credo ma l’innovazione è senza dubbio un modo per tenere la tradizione sempre competitiva.

Ci aggiorniamo costantemente e siamo sempre alla ricerca di tecniche diverse e metodi di vinificazione innovativi per poter incuriosire e divertire il palato dei nostri clienti.

– Quali sono i canali di vendita utilizzate per raggiungere i vostri clienti? Quali strategie avete adottato in questo momento di emergenza sanitaria?

I principali canali di commercializzazione sono distributori e rappresentanti e vendita diretta in sede.

Siamo una piccola azienda e senza dubbio i feedback positivi e il passaparola tra i clienti è il miglior modo per farci notare ed entrare nel grade business del vino.

– Organizzate visite in cantina per appassionati? Se sì, cosa prevedono?

Abbiamo creato un punto vendita presso la cantina dove riceviamo clienti che vogliono conoscere l’azienda e i nostri vini e organizziamo serate di degustazione.

 

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